martedì 29 ottobre 2013

Recensione: "Reign", episodio 1x01

Recensione: "Reign", episodio 1x01


Questa serie tv dovrebbe raccontare la vita di Mary Stuart alla corte francese negli anni immediatamente precedenti al suo matrimonio con Francesco e, forse, anche quelli subito dopo. Dovrebbe, appunto.

È normale e giusto che la storia sia romanzata, un telefilm che segue alla lettera gli avvenimenti apparirebbe noioso. Il problema qui è che i presupposti sono assurdi.

Questa serie tv ha inizio nell’anno 1557: all’epoca, Mary aveva quindici anni e Francesco appena tredici.
Certo, un tempo i matrimoni avvenivano in più giovane età, ma è impensabile immaginare che Francesco abbia una relazione con una cortigiana e sembri così adulto.
Apro una piccola parentesi per far notare che anche Diane di Poitiers, per quanto bella, all’epoca aveva ben cinquantotto anni.

Vogliamo parlare dei costumi? Quando mai si sono visti abiti così leggeri e svolazzanti, così raffinatamente lavorati con diamanti in ogni dove e così poco coprenti in pieno Cinquecento? Sono a corte del re di Francia, sì, ma dubito fortemente che le dame si vestissero davvero così. Lo stesso vale per i capelli sciolti e svolazzanti.



Assurdo il commento di Francesco, che definisce Mary una “ragazza dalle gambe secche”: di grazia, con gli abiti lunghi che si portavano all’epoca, come può sapere come sono le sue gambe?

L’usanza di chiamarsi per nome è altrettanto strampalata: dove sono finiti tutti gli appellativi, gli inchini pieni di rispetto e deferenza? Nessuno ha notato che mai, mai si sarebbe potuto vedere una regina seduta di fronte a due giovani ragazzi (uno di loro proveniente dal popolo, nemmeno di famiglia ricca) a chiacchierare con confidenza?
E i servitori e le guardie, che di norma riempiono le stanze, dove sono?

E la prima notte di nozze, con la stanza piena di spettatori? L’usanza era di mettere a
letto gli sposi, con ancora addosso le camicie da notte, e tornare la mattina a controllare i segni della verginità perduta. Se davvero ci fosse stata una decina di persone a osservare la scena in diretta, da dove sarebbero sorti i dubbi sull’effettiva consumazione del matrimonio che sono stati scuse per separazioni e annullamenti in tutto il medioevo?


E ricordiamo che Mary è stata cresciuta come una regina: mi pare improbabile che si metta a ballare selvaggiamente e a piedi nudi nel salone. Così anche le sue amiche, che sono state cresciute per servire e consigliare una regina, non mi pare si comportino come ci si aspetterebbe.


Dopo questa critica, passiamo agli aspetti positivi:
Sebastian: storicamente inesistente (se non erro, Diane di Poitiers ha dato al re solo due figlie femmine), ha comunque un certo fascino. Non parlo del lato fisico – anche se quello non guasta – ma credo che la sua presenza non sia stata introdotta per creare solo un triangolo sentimentale che per ora non mi convince, piuttosto sono convinta che avrà un ruolo di maggior rilievo.
La ragazza senza volto: creepy, ma interessante. Sta dalla parte di Mary, il che mi fa pensare che abbia avuto qualcosa a che fare con Caterina de Medici e Nostradamus in passato. Spero di scoprirne presto di più.


Insomma, storicamente non è il massimo della serietà, quindi credo proprio che chi cerca un period drama attento ai dettagli ne resterà deluso.
D’altra parte, se quello che volete è una storia in costume, con un bel po’ di intrighi amorosi e congiure, questo è quello che cercate. Una serie tv leggera e non noiosa, ma non prendete per vero tutto ciò che vedete e non raccontate al prof di storia che Mary Stuart si era recata alla corte di Francia con le sue quattro migliori amiche alle moda e aveva lottato per conquistare l’amore del giovane Francesco.

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